La casa agricola russa

Fra il secolo IX e XVI, in parallelo alla diffusione del cristianesimo, nella Russia medievale si va ad affermare un tipo di abitazione che in modo progressivo sostituisce i tanti modelli abitativi in precedenza sviluppati nei territori della pianura russa. Con l’affermazione di tale nuovo modello abitativo che viene identificato nella Izbà, è un rilevante segno del passaggio dal tipico nomadismo dei popoli che vivevano nella pianura russa nelle epoche pre-medievali ad una tipologia di aziende semi-nomade, in conseguenza al diffondersi delle attività agricole in alternativa alle attività economiche precedenti che hanno un legame soprattutto con la caccia e la raccolta. Ecco le informazioni relative alla casa agricola russa.

Nel suo volume recente, Casa russa. Le radici domestiche dello spirito russo (Grin Verlag Editore, 2014) Aldo C. Marturano autore di vari studi sul medioevo russo, va a ripercorrere il racconto di tale trasformazione della società russa e del formarsi di quello che va a definire “spirito russo”, mediante un punto di vista particolare: la storia dell’abitazione. “La tesi che ho abbracciato va a dichiarare l’autore nella prefazione da una sedentaria civiltà del Danubio, gli Slavi ne ereditarono i tratti più rilevanti soprattutto nelle abitudini e nelle tecniche nel settore domestico e quello edilizio”. La storia che Marturano va a ricostruire fra le pagine della sua ultima pubblicazione non va a limitarsi soltanto alla descrizione fisica della casa tipica medievale russa, e soprattutto della casa dei popoli Slavi, al quale l’autore va a dedicare ampio spazio, va a fornire al lettore una completa analisi delle componenti che si possono riassumere nel concetto di “abitare”, insieme a ogni implicazione economica, religiosa e culturale.

Aldo Marturano, Casa russa. Le radici domestiche dello spirito russo, Grin Verlag Editore, 2014

Nel IX-X sec. d.C. per la Pianura Russa si afferma un modello di casa presso le etnie balto-slave, slave e germaniche piuttosto esclusivo che può essere chiamato con il nome generico di izbà (p. 79). Nella sua forma basilare, la Izbà è una casa in legno di pianta quadrangolare, che viene realizzata usando tronchi cilindrici impilati in modo orizzontale, ricoperta mediante un tetto a spioventi e rifinendo mediante muschio le scanalature fra un tronco e l’altro. In base al contesto climatico, alle necessità relative al lavoro, alla maggiore oppure minore disponibilità di legname, oppure della sua collocazione nei villaggi rurali oppure nei centri cittadini la Izbà potrebbe assumere tante varianti, conservando inalterate le sue tipicità.

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